Una delle maggiori contestazioni che riceve chi porta avanti un’educazione senza violenza, che dal primo luglio fa parte anche del Codice civile svizzero, è che permette ai bambini, in nome di un modo di porsi verso di loro che non utilizza punizioni e pone attenzione al linguaggio, di non seguire regole e di fare quel che desiderano. In realtà l’educazione rispettosa, esattamente come la normativa inserita a livello legislativo, non chiedono di non avere limiti, ma solamente di farli rispettare in maniera diversa da quella che caratterizzava un metodo educativo autoritario e che usa sculacciate e sberle, ricatti emotivi e umiliazioni.
Anzi, i limiti sono ritenuti importanti nella filosofia educativa senza violenza, poiché i bambini, seppur siano ritenuti, come giustamente sono, dei piccoli essere umani con le loro caratteristiche peculiari sin dalla più tenera età, non hanno ancora uno sviluppo cerebrale tale da poter decidere in autonomia come comportarsi e come agire. Una genitorialità nuova e davvero rispettosa lo riconosce e sta loro accanto, ponendo confini che siano in grado di tutelare la dignità, la sicurezza e la salute dei bambini, conformemente alla loro età.
Crescere con rispetto i propri figli, dunque, è il contrario che lasciare loro la libertà di fare ciò che desiderano senza regole, ma significa dar loro una struttura prevedibile e sicura in cui poter sperimentare e maturare senza mettersi in pericolo e senza mettere in pericolo gli altri. È un modo di accompagnarli verso l’autonomia, che ha un ruolo fondamentale nella creazione di una solida autostima e poi di relazioni sane e nutrienti.
La domanda fondamentale di molti genitori che desiderano un’educazione senza violenza riguarda come porre i limiti e come mantenerli di fronte al disappunto e alle crisi emotive dei bambini, in particolar modo in giornate dove, complici stanchezza e problematiche di mamme e papà, appare più semplice cedere o cadere in metodi autoritari. Comprendere come far rispettare i confini è basilare per poter portare avanti una nuova genitorialità e dunque come Forum Genitorialità abbiamo deciso di dedicare il primo webinar del progetto “Crescere con rispetto”, che nasce proprio a seguito dell’introduzione dell’educazione non violenza nel Codice civile, a questo tema.
Gabriele Barreca e Sabrina Buonanotte terranno un webinar che si articolerà in tre serate, oltre ad un evento dal vivo, dal titolo “I limiti come finestre”. Sul motivo della scelta del titolo i due relatori non hanno dubbi: “La finestra è una metafora, perché protegge da ciò che c’è fuori ma al contempo permette di guardare lontano. Se una parete è chiusa blocca, una finestra invece protegge e permette di aprire lo sguardo. È ciò che secondo noi fanno i limiti ed è quello che vorremmo che ricavassero anche le persone presenti alle serate: uno spazio diverso di consapevolezza”.
L’evento è stato articolato su tre serate poiché i bisogni e i consigli educativi sono differenti a seconda delle fasce di età e si è scelto di dedicare un appuntamento specifico ad ogni renge, permettendo ai genitori di avere dei riferimenti precisi e specifici sul momento della genitorialità che stanno vivendo. È pensato per le famiglie ed anche per i professionisti, perché crescere con rispetto non è un compito solo delle famiglie, come viene esplicitato anche nella legge: essa si rivolge a madri e padri ma invita al contempo la società a dare loro degli spazi di confronto cui appoggiarsi in caso di difficoltà. Il progetto “Crescere con rispetto”, che coinvolge undici tra enti e associazioni assieme al Forum Genitorialità, risponde proprio alla chiamata contenuta nella nuova legge. Il webinar parlerà dunque a genitori e adulti educanti, intesi come docenti, educatori, allenatori, maestri di musica, e a esperti come pedagogisti, pediatri, psicologi o professionisti che in genere lavorano con minori e con le loro famiglie, supportandole verso un’educazione senza violenza.
I limiti e il modo di farli rispettare sono correlati ai bisogni dei bambini, che a loro volta derivano dall’età. Quando si parla della fascia tra gli zero e i 3 anni, ad esempio, i bimbi esplorano con tutto il corpo (si pensi a quando mangiano, non limitandosi a portarsi il cibo alla bocca ma saggiandolo e sperimentandolo anche con le mani), non valutano in modo affidabile il rischio e comunicano prettamente attraverso il pianto, l’opposizione e il movimento. Hanno dunque bisogno di un contenimento fisico da parte degli adulti vicini, che sappia co-regolare le loro emozioni, prendendo dalla loro calma una base sicura. Tra i 3 e i 6 anni, aumentano il desiderio di autonomia e la volontà di testare i confini mentre vengono confrontati con le prime regole sociali come turni, oggetti comuni e attesa. Si tratta di età diverse con sfide diverse e lo stesso vale quando i bambini crescono. Man mano che si avvicinano ai dieci anni affrontano contesti differenti, acquisendo maggiori strumenti per esprimere ciò che provano a parole, ma non sempre riuscendo a regolare con efficacia le emozioni (processo difficile anche per gli adulti…), per non parlare della fase dell’adolescenza, temuta da molte famiglie.
Non avrebbe dunque avuto la stessa efficacia parlare di limiti in generale, pur rimanendo saldo il concetto. La genitorialità segue un filo comune ma è diversa nelle fasi differenti della vita dei bambini: necessita non tanto di concetti nuovi bensì di tecniche che si adattano al momento e alla fase di sviluppo del bambino. Per questo il webinar “I limiti come finestre” è in tre serate.

Esse sono gratuite. Dato che conosciamo le problematiche delle famiglie, abbiamo scelto la modalità online per consentire a tutti di poterli seguire comodamente da casa senza doversi spostare in un orario serale. Immaginiamo madri e padri che ci ascoltano assieme sul divano, trovando nuove idee di educazione senza violenza, professionisti che aggiungono riflessioni alla loro azione quotidiana: è il senso di “Crescere con rispetto”.
Barreca e Buonanotte spiegheranno la formula dei limiti sicuri, che parte dalla presenza fisica e calma, passa dal fermare l’azione e dal nominare e riconoscere l’emozione sino all’offrire un’alternativa concreta, articolandola in base all’età. Rifletteranno sulla differenza tra autorevolezza e autorità, fermezza e aggressività e introdurranno concetti come le routine, il numero di parole da usare, le scelte limitate, la descrizione del comportamento, le conseguenze logiche, la riparazione.
Iscrizioni e informazioni sul nostro sito. Si può partecipare a una o più serate. Le date sono: 12 ottobre, 11 e 18 novembre online, 2 dicembre in presenza.