Scegliere di portare avanti un’educazione senza violenza, che ora è inscritta anche nel Codice civile svizzero come diritto di ogni bambino ad avere un ambiente di crescita sicuro e libero dalla violenza, comporta un cambio di paradigma. Se con un’educazione definibile come tradizionale, si chiedeva un’ubbidienza pressoché cieca e si utilizzano punizioni corporali e non, l’adulto raramente si metteva in discussione, crescere con rispetto i propri figli significa in primo luogo lavorare su di sé. Conduce a una genitorialità dove si accetta di agire sulle proprie emozioni, sul proprio vissuto, dove si imposta un rapporto differente, che non mette genitori e figli sullo stesso piano ma sostituisce l’autoritarismo con l’autorevolezza. E se il genitore sbaglia?
Un’educazione senza violenza diventa più complessa da perseguire in condizioni difficili, ad esempio di fronte a problematiche economiche, familiari (un caso è quello dei nuclei monoparentali), di conciliabilità, di stanchezza. A volte, nonostante le buone intenzioni, può succedere di perdere la pazienza, di urlare anche se non si vuole, di non riuscire a validare le emozioni proprie e quelle del bambino, di avere la tentazione di punire.
Che cosa si può fare quando si urla, si punisce, non si tiene un comportamento rispettoso? Il genitore può agire sulla riparazione della relazione, ovvero chiedere scusa al bambino. Si tratta di una delle più grandi modifiche della nuova genitorialità, perché in altri stili educativi la madre o il padre avevano a prescindere sempre ragione e mai avrebbero pensato di ammettere un errore e addirittura di scusarsi con i più piccoli per aver alzato la voce. Invece l’educazione senza violenza pone grande importanza al fatto che tutti possono sbagliare, farsi sopraffare dalle proprie emozioni e che quando accade è importante fermarsi, ammetterlo e poi procedere ad una riparazione.
I conflitti possono accadere in una relazione in cui i bisogni dell’uno si incontrano con quelli dell’altro, dove l’adulto guida con autorevolezza fissando e facendo rispettare un limite, ma senza prevaricare il bambino. Crescere con rispetto non significa eliminare i conflitti bensì gestirli in maniera rispettosa ed empatica. La riparazione consiste nel prendersi cura di una relazione dopo aver ferito o non ascoltato il bambino, dopo aver alzato la voce o perso la pazienza.
Come si fa a riparare una relazione? Il primo passo del genitore è rendersi conto di aver assunto un comportamento diverso da quello auspicato e comprendere perché: quale emozione ha prevalso, quale bisogno non soddisfatto ha fatto sì che si perdesse il controllo? Porsi queste domande vuol dire comprendere che il bambino può essere responsabile del proprio comportamento, ma non della perdita di controllo del genitore. Assumersi la responsabilità dei propri comportamenti, senza credere che siano dovuti al fatto che il minore non abbia rispettato una regola, non abbia sistemato la camera, non abbia fatto i compiti, abbia detto una bugia, è una delle basi dell’educazione senza violenza.
Una volta ritrovata la calma, la riparazione porta ad avvicinarsi al minore per parlargli. Potrebbe essere lui stesso a volersi riavvicinare al genitore, ma non è detto: l’adulto può prendere l’iniziativa, quando si sente centrato, per aprire il discorso, insegnando indirettamente che la relazione conta e che non desidera ignorare quel che è successo. A quel punto può spiegare con chiarezza al bambino che cosa è accaduto, qual è stato l’atteggiamento che ha assunto e perché va contro il principio del crescere con rispetto, provando a spiegare che cosa lo ha scatenato. Per esempio, potrebbe spiegare di aver urlato perché il fatto che lui non abbia fatto attenzione a non sporcare ha suscitato frustrazione, perché aveva appena pulito la casa ed era stanco. Oppure che ha dovuto fermare il bambino che stava alzando le mani sul fratello, ma che non avrebbe dovuto urlare. Riuscire a verbalizzare che cosa ha provato e perché ha agito in quel modo insegna indirettamente a validare le emozioni, un concetto fondamentale della nuova genitorialità. La madre o il padre possono poi provare a riconoscere l’effetto, ovvero dire al bambino che potrebbe essersi sentito ferito, spaventato, irritato, dando dunque valore anche alla sua percezione e incoraggiandolo a parlarne.
La riparazione significa saper chiedere scusa assumendosi la responsabilità del proprio comportamento, senza aggiungere che cosa il bambino ha fatto. È un porre l’accento sul vissuto del genitore, non sul comportamento del minore, ma al tempo stesso non significa transigere sul limite. Si chiede scusa per il danno arrecato alla relazione, non per la regola. Se è stato chiesto al bimbo di non sporcare mentre mangia, le scuse sono per aver urlato, non sono un permesso a non fare attenzione alle briciole. Se ci si scusa per averlo allontanato dal fratello, viene messo in discussione l’atteggiamento, non il fatto che la regola sia che non deve alzare le mani sugli altri bambini.
Dunque, chiedere scusa per la reazione non vuole dire affatto cancellare il limite, che anzi può essere ribadito con calma e con parole rispettose, affinché anche il bambino possa comprendere come porsi in maniera differente la prossima volta. Agire per la riparazione non sistema automaticamente tutto: come in ogni relazione il bimbo potrebbe continuare a sentirsi non sereno e aver bisogno di tempo. Validare le sue emozioni significa concedergli quello spazio, come si farebbe col proprio partner dopo un litigio.
Porre l’accento sulla riparazione è centrale nella nuova genitorialità, perché mostra ai bambini come anche l’adulto possa sbagliare e come dunque loro stessi non debbano essere perfetti per essere amati. Crescere con rispetto non è sinonimo di non sbagliare mai, perché questo porta solo a aspettative impossibili da sostenere e pressioni eccessive, che finiscono per nuocere alla volontà di portare avanti un’educazione senza violenza.
Riparare una relazione con le scuse è fondamentale, ma non sempre basta. Se si tratta di episodi frequenti di difficile gestione, in cui il genitore non riesce ad affrontare le sfide educative, può chiedere aiuto. Come Forum Genitorialità crediamo in una rete di professionisti che sappiano offrire strumenti e soprattutto ascolto senza giudizio. E l’importanza della riparazione vale anche per adulti educanti: mostrare ai bambini che si può sbagliare, nella vita, nello sport, nella musica, nell’insegnamento, è una lezione fondamentale. Questo può rendere vulnerabili, però fa vedere come non serve la perfezione, bensì l’attenzione alla relazione e ai sentimenti altrui.
Spesso mancano strumenti per educare rispettosamente, motivo per cui Forum Genitorialità, con altri undici tra enti e associazioni, ha creato “Crescere con rispetto”, il progetto che porta l’educazione rispettosa tra la gente, nelle piazze e nelle strade.